Jordan Bardella, presidente del Partito del Raggruppamento Nazionale (RN) e trentenne parlamentare europeo, ha ripreso l’acceso tema dell’immigrazione e della previdenza sociale durante la sua apparizione a “Heure des pros 2 WE”, il programma domenicale di Pascal Praud su CNews. Di fronte a un panel teso e a un pubblico record di 1,2 milioni di persone, ha dichiarato: “Il nostro Paese deve smettere di essere un’istituzione assistenziale per il mondo intero”. Questa affermazione provocatoria, pur non essendo una novità per il RN – ha fatto eco a precedenti dichiarazioni dello stesso Bardella, come nel 2022 su Europe 1, dove ha descritto la Francia come “un hotel per tutta l’Africa” – ha avuto tuttavia un effetto scioccante, soprattutto in vista dei dibattiti sul bilancio per la Legge Finanziaria 2026. Con l’avvicinarsi del 2027 e i sondaggi Ifop che lo danno in testa con il 44% delle intenzioni di voto, Bardella trasforma questo slogan in un programma: priorità nazionale per gli aiuti, massicce misure di austerità e fine dell'”accoglienza incondizionata”. Questa retorica è controversa, ma rafforza la posizione del Raggruppamento Nazionale nei sondaggi sul potere d’acquisto.
Ulteriori indagini su Jordan Bardella: principali conclusioni del programma
Il contesto: un dibattito sul bilancio che degenera in una guerra sulla previdenza sociale.
L’intervento arriva in un momento di difficoltà urgente. Il governo di minoranza di Lecornu II ha faticato questo fine settimana con l’approvazione del bilancio 2026, che include 10 miliardi di euro di agevolazioni fiscali e un aumento di 2,8 miliardi di euro dell’imposta CSG sulle plusvalenze. Bardella, ospite frequente di CNews, il canale di proprietà di Bolloré, un utile alleato del Rassemblement National (RN), ha utilizzato le onde radio per difendere il contro-bilancio del RN: 45 miliardi di euro di tagli fiscali (5,5% di IVA sull’energia, esenzione dall’imposta sul reddito per gli under 30), finanziati da 36 miliardi di euro di risparmi, di cui 10-18 miliardi semplicemente “riservando le prestazioni sociali ai cittadini francesi”.
